Domande e Risposte

In questa sezione raccogliamo le domande che, tramite canali diversi, provengono dalla comunità, cercando di rispondere in modo puntuale e alimentare così il percorso di Ascolto e Dialogo tra lo stabilimento e il territorio.

La messa in sicurezza del sito: di cosa si tratta?

La Messa in Sicurezza Operativa (MiSO) è l’insieme degli interventi eseguiti in un sito con attività in esercizio (come quello di Spinetta) finalizzati a minimizzare o ridurre il rischio per la salute pubblica (compresi i lavoratori che operano all’interno dello stabilimento) e per l'ambiente a livelli di accettabilità, attraverso interventi compatibili col proseguimento delle attività produttive svolte nell'ambito del sito.
Nel caso di Spinetta, Solvay ha proposto anche interventi di Messa in Sicurezza Permanente (MISP) e azioni che determineranno una graduale riduzione delle sorgenti antiche di contaminazione, configurandosi quindi come veri e propri interventi di Bonifica.

Il Cromo esavalente: cosa, dove, quando?

Il Cromo esiste in natura sotto forma di due stati di ossidazione predominanti:
Il Cromo trivalente Cr(III) è comunemente presente nei suoli e praticamente insolubile in acqua.
Il Cromo esavalente Cr(VI) forma delle sostanze mobili e tossiche nei suoli (anioni cromati) che possono essere trasportati dalle acque sotterranee e superficiali. Nell’alessandrino esistono sorgenti naturali (rocce) di Cr(VI) che comportano la presenza nella falda di un livello naturale di questo elemento.
Nel sito di Spinetta Marengo la contaminazione da Cr(VI) è presente nei terreni e nei livelli superficiali della falda e risale alle produzioni storiche di cromati e bicromati, dismesse da ormai 40 anni.
Solvay ha proposto alle Autorità un importante intervento in attesa di approvazione per ridurre il Cromo VI a Cromo III iniettando nei terreni, nelle aree maggiormente contaminate, una soluzione di Ditionito di Sodio (minerale presente in natura conosciuto come albite che funziona come agente chimico riducente)

La falda acquifera: quale contaminazione?

Il sistema acquifero esistente sotto la superficie dello stabilimento si presenta come un sistema multifalda: la contaminazione da cromo esavalente e solventi clorurati riguarda principalmente il livello più superficiale dell’acquifero (Livello A - fino a 20 m. di profondità) e, in misura assai minore, il secondo livello (Livello B). Il livello più profondo (da circa 80 m. in giù) risulta separato e protetto dagli strati superiori e non ha mai presentato alcun superamento dei limiti di potabilità; è in quest’ultimo livello e in quello dell’acquifero ancora più profondo (Villafranchiano) che sono prelevate le acque ad uso potabile; i pozzi attualmente in uso sono posti esternamente al sito industriale e a monte idrogeologico dello stesso.

I piezometri: cosa sono e come funzionano?

Il piezometro è un dispositivo utilizzato per individuare la profondità a cui è presente acqua. E’ costituito da un tubo dotato di fessure lungo la superficie a contatto con la falda da monitorare, che viene inserito e cementato in un foro di diametro adeguato.
L’acqua della falda attraversa la parte fessurata e riempie il tubo, permettendo la misura della profondità della falda  e il prelievo di campioni su cui eseguire le indagini chimiche.

Alto piezometrico: in cosa consiste?

L’alto piezometrico è una sorta di “picco” anomalo raggiunto dal livello della falda acquifera. 
L’esistenza di un’anomalia piezometrica nell’area del polo chimico di Spinetta Marengo è dovuta a perdite dalle reti idriche ed è accertata almeno a partire dall’anno 1986. A seguito degli interventi eseguiti da Solvay (ricerca delle perdite e riparazione delle tubature) è stato possibile, negli ultimi anni, quasi azzerare l’estensione e l’altezza dell’alto piezometrico.

Barriera idraulica: a cosa serve?

La barriera idraulica, implementata nel tempo in funzione del progressivo miglioramento delle conoscenze, è costituita, ad oggi, da 40 pozzi di estrazione disposti lungo il confine del sito; la sua funzione è di interrompere il flusso della falda superficiale verso l’esterno del sito evitando la diffusione dei contaminanti. 
Le acque estratte dalla falda sono inviate ad un grande impianto di trattamento (TAF) che rimuove la massa di inquinanti e permette il riuso delle acque depurate nel circuito di lavorazione industriale.

Impianto SVE: come funziona e a cosa serve?

Il Soil Vapour Extraction (SVE) è una tecnologia di intervento sulla porzione insatura del sottosuolo che prevede la creazione di una depressione nei terreni per indurre un flusso controllato di aria ed estrarre dal sottosuolo contaminanti volatili e semivolatili.

Il flusso di aria recuperato attraverso i punti di estrazione viene poi inviato ad una apposita sezione di trattamento per l’abbattimento degli inquinanti prima dell’emissione in atmosfera.

Nel caso dello stabilimento di Spinetta, sono installati 18 pozzi che estraggono, sotto forma di vapori, composti organici clorurati quali ad es. cloroformio e – tramite una centrale di aspirazione – vengono inviati ad un impianto di trattamento per il loro abbattimento e il successivo rilascio in atmosfera di vapori decontaminati.

 

Emissioni atmosferiche: come vengono misurate?

A fine maggio 2015 Solvay ha consegnato ufficialmente ad ARPA la nuova centralina per il monitoraggio continuo della qualità dell’aria a Spinetta Marengo. Questa centralina si aggiunge a quella già in funzione da circa 20 anni in Via del Ferraio.

Il cuore della nuova centralina è un analizzatore estremamente sensibile che utilizza una tecnologia laser di ultima generazione, scelto congiuntamente da Solvay e ARPA e in grado di misurare concentrazioni di acido cloridrico e fluoridrico a livelli bassissimi, pari ad una parte per miliardo (microgrammi per metro cubo).

La nuova centralina è collocata a pochi metri dall’ingresso dei camion nel polo chimico: un’area scelta dopo aver applicato alcuni modelli matematici che hanno permesso di definire la zona di massima ricaduta di inquinanti.