Le emissioni in atmosfera

Quali sono e come vengono gestite

Sono due le tipologie di emissioni gassose dello stabilimento:

  •  le “convogliate” (dai circa 80 camini presenti);
  •  le “fuggitive” (che riguardano le potenziali perdite dalle cosiddette sorgenti valutate in circa 40mila per l’intero stabilimento e relative a accoppiamenti tra tubazioni, tenute di valvole o pompe). 

Come per tutti gli aspetti ambientali dello stabilimento (scarichi idrici, rifiuti), anche per le emissioni gassose il documento principale che le descrive e le regolamenta è l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)Questa autorizzazione, rilasciata dalle Autorità competenti (Provincia con il supporto tecnico di Arpa, Comune settore ambiente e ASL), ha richiesto tra l’altro:

  •  la verifica della conformità alle migliori tecnologie disponibili (“BAT - Best Available Technologies”), definite in ambito Europeo; 
  • un piano di adeguamento alle suddette BAT e ad altre prescrizioni stabilite dalle Autorità che ha richiesto vari investimenti inseriti in un “piano di miglioramento“ per circa 3 milioni e mezzo di euro;
  • l’adozione di un piano di monitoraggio e controllo dei vari impatti ambientali comprese le emissioni in atmosfera che consente di valutare le concentrazioni di sostanze emesse ed il rispetto dei limiti stabiliti dalla norma/prescrizioni dell’AIA.

Valutazione di rischio potenziale sulla salute della popolazione

Una specifica prescrizione richiedeva una valutazione di rischio potenziale sulla salute della popolazione, utilizzando un modello di dispersione delle emissioni gassose, approvato dagli Enti:

  • i modelli di dispersione sono modelli matematici molto evoluti e precisi che permettono, a partire da un quadro di emissioni di sostanze, di verificare quali livelli di concentrazioni raggiungono queste sostanze nelle aree intorno allo stabilimento. L’elaborazione del modello è stata affidata ad una società specializzata. Facendo l’ipotesi, molto cautelativa, che tutti i camini emettano contemporaneamente alla loro concentrazione massima permessa (autorizzata) e tenendo conto anche delle emissioni fuggitive, si sono potuti valutare i livelli di concentrazione nelle zone di massima concentrazione. Il risultato è stato che queste concentrazioni risultano significativamente inferiori ai limiti potenzialmente nocivi per la salute.
  • l’affidabilità dei risultati del modello di dispersione è poi stata confermata da alcune campagne di analisi condotte in varie zone intorno al sito di Spinetta che rilevano concentrazioni basse, in linea con quelle determinate con il modello.

Una nuova centralina per la tutela della salute

  nuova centralina Click to enlarge
Un’altra prescrizione richiedeva l’installazione di una nuova centralina di monitoraggio della qualità dell’aria fuori dallo stabilimento in aggiunta a quella già presente da anni presso le scuole di via del Ferraio. La centralina è stata realizzata e da Giugno 2015 è totalmente gestita da ARPA:

  • la centralina è collocata nella zona nord dello stabilimento, in prossimità del negozio “Garden Ville”. La posizione è stata scelta, sulla base dei risultati del modello di ricaduta, nella zona di massima ricaduta di inquinanti;
  • un analizzatore estremamente sensibile che utilizza una tecnologia laser di ultima generazione, scelto congiuntamente da Solvay e ARPA, è in grado di misurare concentrazioni di acido cloridrico e fluoridrico a livelli bassissimi, pari ad una parte per miliardo (microgrammi per metro cubo);
  • la centralina si aggiunge a quella già in funzione da circa 25 anni in Via del Ferraio;
  • l’Arpa e Solvay hanno accesso ai dati che la centralina misura e ARPA esegue una verifica di questi dati che fino ad oggi dimostrano il bassissimo livello di emissioni da parte dello stabilimento per le sostanze qui monitorate.